Citazioni sul tema: L’Ufficio

Qui puoi trovare tutte le citazioni relative al tema “L’Ufficio” presenti nei testi del catalogo.

Gli impiegati

Autore: Honoré de Balzac

"Quasi tutti gli uffici, a Parigi, si assomigliano tra loro. In qualsiasi ministero in cui siate costretti ad errare per sollecitare la riparazione di un piccolo torto o la concessione di un modesto favore, trovate sempre corridoi bui, pianerottoli mal rischiarati, porte a giorno, come i palchi di un teatro, e vetri ovali che sembrano occhi, da cui si vedono figure fantastiche degne di Callot, e che recano indicazioni incomprensibili. Quando finalmente avete trovato la cosa che cercate, eccovi in una prima stanza dove sta l'usciere, poi in una seconda dove lavorano gli impiegati subalterni; più avanti, a destra o a sinistra, c'è il gabinetto di un vicecapo e infine, più lontano o più in alto, quello del capufficio."

"La porta che dà nell’ufficio del vicecapo è aperta, in modo che questi possa sorvegliare i suoi impiegati, impedir loro di chiacchierare troppo o al contrario, nelle grandi occasioni, chiacchierare con loro"

"Ora, la natura per l'impiegato è l'ufficio, il suo orizzonte è limitato da ogni parte dalle cartelle verdi. Per lui le circostanze atmosferiche sono l'aria dei corridoi, le esalazioni maschili compresse in stanze senza aerazione, l'odore delle carte e delle penne. Il suo terreno è il pavimento, o un parquet sparso di strani detriti e inumidito dall'annaffiatoio del fattorino. Il suo cielo è un soffitto al quale indirizza i suoi sbadigli. Infine, il suo elemento è la polvere. "

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Bartelby lo scrivano

Autore: Herman Melville

"Erano i miei uffici a un piano rialzato, al numero ... di Wall Street. Ad una estremità, essi si affacciavano su un bianco muro all'interno di un vasto pozzo d'aerazione[...]Tale veduta avrebbe potuto essere considerata senz'altro insipida[...]. Ma, se così era, la vista sull'altro lato dell'ufficio, offriva, almeno, un contrasto. Su quel versante le finestre dominavano in pieno la vista di un altro muro di mattoni[...]."

"Avrei dovuto già accennare alle porte pieghevoli di vetro smerigliato che dividevano in due il mio ufficio: da una parte c'erano i miei scrivani, dall'altra c'ero io. A seconda dell'umore aprivo le porte oppure le chiudevo.[...]Così, in certo modo, convivevano solitudine e compagnia."

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Il Processo

Autore: Franz Kafka

" S'irritò che non gli avessero precisato meglio dove si trovava la sala, era ben strana la trascuratezza o indifferenza con cui lo trattavano,aveva intenzione di farlo notare in modo chiaro e netto. Alla fine salì la scala, giocando con il ricordo di quanto aveva detto la guardia Willem, che il tribunale è attratto dalla colpa, dal che seguiva che la sala delle udienze si doveva trovare in cima alla scala che K. aveva scelto a caso. "

"A un tratto K. notò un cartellino alla base della scala, si avvicinò e lesse una scritta a caratteri infantili, incerti: «Ingresso alle cancellerie del tribunale». Lì, nel solaio di una casa d'affitto, c'erano dunque le cancellerie del tribunale?"

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Il Castello

Autore: Franz Kafka

"[...]in fondo il Castello non era che una misera cittadina, una accozzaglia di casupole senza nessuna caratteristica"

"Quindi riprese il cammino, ma era un lungo cammino. La strada, infatti, quella principale del paese, non portava al colle del castello ma solo nelle vicinanze; poi pareva svoltare intenzionalmente, e se non si allontanava dal castello neppure gli si avvicinava."

"Ci chiediamo allora se Barnabas è davvero al servizio del castello; certo, va negli uffici, ma gli uffici sono veramente il castello? E anche se alcuni uffici fanno parte del castello, sono poi quelli in cui Barnabas ha diritto di entrare? Lui ha accesso a certi uffici, ma non sono tutti, vi sono poi delle barriere, e dietro ad esse altri uffici. Non gli si vieta espressamente di andare più avanti, ma come può farlo una volta che ha trovato i suoi superiori ed essi l'hanno liquidato alla svelta e spedito via?"

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1984

Autore: George Orwell

"Era un'enorme struttura piramidale di cemento bianco e abbagliante che s'innalzava, terrazza dopo terrazza, fino all'altezza di trecento metri. "

"La stanza in cui si trovavano era molto lunga e avvolta in una luce discreta. Dal teleschermo proveniva solo un tenue mormorio. Lo spessore del tappeto blu comunicava l'impressione di camminare sul velluto. All'estremità della stanza O'Brien era seduto a un tavolo, sotto una lampada schermata di verde, circondato a destra e sinistra da pile di documenti."

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