Citazioni sul tema: La doppia vita
Qui puoi trovare tutte le citazioni relative al tema “La doppia vita” presenti nei testi del catalogo.
Gli impiegati
Autore: Honoré de Balzac
"«Io non penso che alla tua carriera, mio povero amico», continuò Célestine, «e tu invece prendi il cane da caccia per la preda. Fra qualche giorno des Lupeaulx avrà portato a termine la sua missione. Prima che tu possa parlare col ministro, anzi, prima che tu lo possa vedere, io l'avrò incontrato e gli avrò parlato. Hai sudato sangue per partorire un piano che mi hai sempre nascosto. Quanto a me, ho realizzato in tre mesi più di quanto tu sei riuscito a fare in sei anni. E qual è dunque il tuo piano?»."
Vai al testoRivalsa in Gente di Dublino
Autore: James Joyce
"Ecco, lascia spegnere il fuoco la prossima volta!» disse l'uomo, picchiandolo vigorosamente con il bastone. «Prendi questa, ragazzaccio! ». Il ragazzo mandò uno strillo di dolore mentre il bastone gli colpiva la coscia. Giunse le mani nell'aria e la voce gli tremava dalla paura."
Vai al testoGino Bianchi
Autore: Piero Jahier
"Lui che non ha tempo di dedicarsi alla pittura dove riusciva bene, [...]"
Vai al testoIl Processo
Autore: Franz Kafka
"Il pensiero del processo non lo lasciava più."
"insomma, non poteva più scegliere se accettare o ricusare il processo, ci stava dentro e doveva difendersi. Se era stanco, tanto peggio. "
Vai al testoIl Castello
Autore: Franz Kafka
"K. venne a sapere che quella locanda era in realtà riservata ai signori del castello che, quando avevano da fare qualcosa in paese, vi prendevano i pasti e talvolta vi passavano anche la notte."
"E che cos'era, in fondo, questa sua vita privata? K. non aveva mai visto da nessuna parte carica ufficiale e vita così strettamente intrecciate come qui, così intrecciate da parere talvolta essersi scambiati i posti."
Vai al testo1984
Autore: George Orwell
"Questo paesaggio compariva così spesso nei suoi sogni, che non riusciva mai a essere certo di non averlo già visto nella vita reale. Nei suoi pensieri, da sveglio, lo chiamava il Paese d'Oro. "
"Era la seconda volta in tre settimane che saltava una serata al Centro Sociale, un atto inconsulto, perché si poteva star certi che le presenze venivano accuratamente registrate. In linea di principio un membro del Partito non aveva tempo libero e non era mai solo, a eccezione di quando dormiva. Si dava per scontato che quando non lavorava, mangiava o dormiva, fosse impegnato in divertimenti di tipo collettivo. Compiere una qualsiasi azione che lasciasse intendere una certa predilezione per la solitudine, perfino fare due passi da soli, era sempre un po' pericoloso. In neolingua vi era una parola che la definiva, vitinprop, che stava a indicare individualismo ed eccentricità"
"Lo scopo del Partito non era solo quello d'impedire la nascita, fra uomini e donne, di sodalizi che poi non sarebbe stato agevole controllare. Lo scopo vero, anche se non dichiarato, era quello di togliere ogni piacere all'atto sessuale. Il nemico numero uno, sia all'interno che all'esterno del matrimonio, non era tanto l'amore quanto l'erotismo. "
"Il loro amplesso era stato una battaglia, l'orgasmo una vittoria. Era un colpo inferto al Partito. Era un atto politico."
"Quanto al confessare» disse Julia, «confesseremo certamente. Lo fanno tutti. È impossibile fare altrimenti: ti torturano.» «Non intendo questo. Confessare non è tradire. Non importa quello che dici o non dici, ciò che conta sono i sentimenti. Se riuscissero a fare in modo che io non ti ami più... quello sarebbe tradire.»"
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