Gli impiegati di Siegfried Kracauer è un saggio sociologico pubblicato nel 1930 che analizza la condizione dei lavoratori impiegatizi nella Germania della Repubblica di Weimar. Kracauer osserva questa nuova classe sociale non come semplice categoria economica, ma come fenomeno culturale e simbolo delle trasformazioni del capitalismo moderno.
Gli impiegati, pur non appartenendo alla classe operaia, vivono una condizione di precarietà e alienazione simile, spesso mascherata da un’apparente rispettabilità borghese. Kracauer mette in luce il contrasto tra l’immagine che essi hanno di sé — colta, elegante, “superiore” — e la realtà di un lavoro ripetitivo, poco sicuro e subordinato alle logiche del mercato.
Centrale del libro è il ruolo dell’industria del tempo libero: cinema, riviste, sport e intrattenimento di massa funzionano come strumenti di distrazione che impediscono agli impiegati di sviluppare una reale coscienza critica e collettiva della propria situazione. Questo svago standardizzato contribuisce a uniformare gli individui e a rafforzare il conformismo sociale. Kracauer mostra come dietro la facciata della modernità si nasconda una profonda fragilità sociale, destinata a diventare terreno fertile per le crisi politiche degli anni successivi.
Il testo non è disponibile in PDF per motivi di copyright.