Citazioni sul tema: La fine

Qui puoi trovare tutte le citazioni relative al tema “La fine” presenti nei testi del catalogo.

Gli impiegati

Autore: Honoré de Balzac

"Scrisse la lettera di dimissioni, studiandone soprattutto le espressioni della lettera che doveva accompagnarle e che trascriviamo: Eccellenza, ho l'onore di inviarVi le mie dimissioni qui allegate; ma oso credere che ella ricorderà di avermi udito dire una volta che affidavo il mio onore nelle sue mani perchéesso era in pericolo e richiedeva una immediata spiegazione. Questa spiegazione l'ho implorata invano e oggi, forse, sarebbe inutile averla, poiché un frammento dei miei lavori sull'Amministrazione, rubato e travisato, corre negli uffici, è mal interpretato a causa dell'odio. Sono costretto quindi a ritirarmi anche considerando che i miei superiori mi dimostrano la loro tacita riprovazione. Ella, Eccellenza, il mattino in cui chiesi di poterle parlare, suppose forse che si trattasse della mia promozione, mentre da parte mia non pensavo che alla gloria del ministero e al pubblico interesse. Mi importava soprattutto rettificare le sue idee al riguardo. Seguivano le formule di rispetto"

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Bartelby lo scrivano

Autore: Herman Melville

"Dorme con i re ed i consiglieri della terra."

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Gino Bianchi

Autore: Piero Jahier

"At vero eos et accusamus et iusto odio dignissimos ducimus..."

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Il Processo

Autore: Franz Kafka

"La logica è, sì, incrollabile, ma non resiste a un uomo che vuole vivere. Dov'era il giudice che lui non aveva mai visto? Dov'era l'alto tribunale al quale non era mai giunto? "

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Il Castello

Autore: Franz Kafka

"Cedendogli lentamente, K. chiese perché mai voleva offrirgli vitto e alloggio. Gerstäcker rispose in modo evasivo che aveva bisogno dell'aiuto di K. per i cavalli, lui adesso aveva altro da fare, ma che K. la smettesse di farsi tirare così e di opporgli inutili difficoltà. Se poi voleva, lo avrebbe anche pagato. Ma questa volta K. si fermò, malgrado Gerstäcker continuasse a tirarlo. Disse di non intendersi affatto di cavalli. Non era necessario, replicò Gerstäcker con impazienza, e nella sua irritazione giungeva le mani per incitare K. a seguirlo. «Lo so perché vuoi che venga con te», disse infine K. Di quel che K. sapeva, a Gerstäcker non importava nulla. «Perché credi che io possa ottenere qualcosa in tuo favore da Erlanger». «Certo», disse Gerstäcker, «altrimenti che m'importerebbe di te». K. rise, prese il braccio di Gerstäcker e si lasciò guidare da lui nell'oscurità."

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1984

Autore: George Orwell

"Lo chiamavano psicoreato. Era un delitto che non si poteva tenere celato per sempre: potevate scamparla per un po', anche per anni, ma era sicuro al cento per cento che prima o poi vi avrebbero preso. Accadeva sempre di notte. Gli arresti venivano eseguiti sempre di notte: il risveglio improvviso e violento, una mano brutale che vi scuoteva la spalla, la luce delle torce elettriche che vi abbagliava gli occhi, il cerchio di facce dure intorno al letto. Nella gran parte dei casi non si celebravano processi, né si stendevano resoconti dell'arresto. La gente semplicemente spariva, e sempre di notte. Il nome dell'arrestato veniva cancellato dagli archivi, ogni traccia di quello che aveva fatto nel corso della sua vita veniva rimossa, la sua stessa esistenza di un tempo veniva prima negata, quindi dimenticata. L'arrestato era eliminato, annientato. La parola giusta era vaporizzato."

"Pensieri e azioni che, una volta scoperti, si traducono in morte sicura non sono proibiti in maniera esplicita: in realtà, i continui arresti, epurazioni, torture, incarcerazioni e vaporizzazioni non sono inflitti per punire delitti effettivamente commessi, ma per spazzar via persone che forse, in un futuro imprecisato, potrebbero commettere un crimine. Un membro del Partito non deve avere soltanto le opinioni giuste, ma anche gli istinti giusti. "

"Accettava tutto. Il passato era alterabile, il passato non era mai stato alterato."

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